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L'Olanda continua a sognare nel segno di Dumfries: 3-1 contro gli USA e ottavi conquistati
03 dic 2022 18:55Calcio
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di Andrea Mollas

La furia arancione e pragmatica dell’Olanda si abbatte sulla speranza e l’energia degli Stati Uniti. Ma il campo è giudice spietato, e il Mondiale specialmente non perdona: o sei cinico o la paghi. E il prezzo più alto lo hanno dovuto pagare Pulisic e compagni, che salutano la kermesse nel momento in cui i giochi si sono fatti più duri. Ok la buona volontà e la voglia di dominare (63% di possesso palla per glu USA, 37% per l’Olanda) però la regola è sempre la stessa: a calcio devi fare gol, con il tabellino che dice 3-1. Cinismo, una legge che l’Olanda conosce bene e che applica alla perfezione, così come fatto durante i gironi. Non piace? A Van Gaal non importa, anche perché il Ct è stato chiaro: “possiamo e vogliamo arrivare fino alla fine”. E tanti cari saluti al bel gioco, l’orange pensiero è colpire di sciabola invece che di fioretto, a prescindere dal gol statunitense che per un attimo aveva scombussolato le menti di Depay and friends. Missione compiuta e messaggio lanciato, anche se la partita parte con gli Stati Uniti con i giri a mille che dopo tre minuti vanno vicini al gol dell’1-0 che però non angola al meglio, permettendo a Noppert di fare bella figura. I ragazzi di Berhalter però conitnuano a premere anche se negli ultimi diciotto metri manca la qualità per far male ad un Olanda che aspetta e alla prima occasione risponde come meglio non potrebbe, trovano il vantaggio al 10’ con Memphis Depay che sfrutta al meglio l’assist dalla destra di Dumfries, con la punta del Barcellona che altro non deve fare che concludere a rete per l’1-0. Il gol viene accusato dagli States che ci provano ma devono subire la pressione dell’Olanda che però risulta sprecona con Blind prima e Depay dopo, mentre dall’altra parte Weah è un desaaparecido che trova luce solamente al 43’, con il figlio d’arte che ci prova dal limite non trovando fortuna. E’ solo un lampo solitario prima del tuono olandese, che al 46’ trova il raddoppio con Blind: azione fotocopia della prima marcatura, Dumfries fa coome vuole a destra e mette in mezzo per il giocatore dell’Ajax che trova la buca d’angolo. La ripresa vede gli USA provare a smuovere le acque con l’inserimento di Reyna al posto di Ferreira (la risposta di Van Gaal è data dal doppio cambio Koopmeiners-Bergwijn al posto di De Roon-Klassen), con gli americani che vanno vicino nell’accorciare le distanze con Ream che si fa ipnotizzare da Noppert, a sottolineare una mancanza di cinismo deleteria per i ragazzi di Berhalter, con la partita che vive di strappi prima con Depay che tira una botta deviata in angolo da Turner, e poi con Wright che conclude a porta vuota un tiro debole su cui Dumfries fa bella figura salvando sulla linea. E’ soltanto un piccolo ritardo, perché all’ennesimo tiro proprio Wright trova il gol della speranza con un tocco fortunoso dal centro destra che sorprende Noppert. Partita riaperta e Stati Uniti che ci credono ma il mantra è sempre lo stesso, il cinismo e la qualità non sono fedeli compagne della squadra a stelle e strisce, che non riescono a portare a fondo le proprie idee offensive. Di esperienza da vendere ne ha invece l’Olanda, che appena tira la testa fuori trovail gol del 3-1 con Denzel Dumfries: azione che si sviluppa tra esterni, con Blind che dalla sinistra mette in mezzo un pallone su cui si avventa il giocatore nerazzurro che chiude con un piattone in diagonale che trafigge Turner. Gioco, partita, incontro perché gli States mollano la presa e permettono a Van Gaal di poter entrare di fatto tra le migliori otto al mondo, in attesa di sapere se sarà l’Argentina o l’Australia il prossimo ostacolo da superare.

TOP

DUMFRIES – Protagonista a dir poco: due gol e un assist, cosa chiedere di più? Si, la difesa degli USA non è irreprensebile, ma bisogna sfruttare al meglio le occasioni, e Denzel sa come si fa. Dal suo piede escono fuori i due assist per i primi due gol, non pago mette la firma finale su una prestazione di corsa continua. Un treno

FLOP

FERREIRA – Va bene la buona volontà, ma se manca anche la qualità è un problema, e sicuramente una buona parte della colpa è anche sua. Dovrebbe essere il protagonista degli USA in mezzo al campo, i palloni che tocca si contano sulle dita di una mano, e quelle poche volte che l’Olanda attacca è una tragedia. Il cambio a fine primo tempo è la logica conseguenza

ZIMMERMANN: Basti vedere i primi due gol dell’Olanda per capire la sua partita: in entrambe le situazioni si schiaccia troppo verso Turner e permette a Depay e Blind di concludere a rete. Gol fotocopia, serve altro?